Turino: "Dobbiamo diventare una squadra dura da affrontare"

Intervista
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17/06/2020

Daniele Turino, coach piemontese di 42 anni, a Bergamo dal 2011, è il nuovo allenatore della Zanetti Bergamo. Dopo aver vissuto il pianeta rossoblù in ogni sua sfumatura, dal Settore Giovanile alla Serie A, ricoprendo i ruoli di assistente e di secondo allenatore, riceve ora l’investitura a capo dello Staff Tecnico. Il naturale compimento di un percorso che lo porta a sedere sulla panchina orobica per guidare la Zanetti 2020-2021.

“Ringrazio la Società di avermi dato questa grande occasione: da quando sono arrivato a Bergamo nel 2011 ho sempre avuto l’obiettivo di arrivare in A1. Raggiunto dopo pochi anni, dopo le Giovanile e la serie B1, con l'opportunità di fare il terzo allenatore, poi il secondo e ora il primo. E' sempre stato un crescendo di stimoli e obiettivi. Mi sento parte di questa Società”.

Avrai avuto, in questi anni, opportunità che ti avrebbero portato su altre panchine. Perché sei rimasto così a lungo a Bergamo?

“Le opportunità di fare altre esperienze ci sono state, ma le motivazioni a Bergamo sono state sempre superiori. Dimostrare anno dopo anno di poter lavorare ad alto livello è sempre stimolante, anche dopo stagioni che possono essere state, sotto il profilo del risultato, meno proficue; qui ho sempre trovato condizioni di lavoro ottimali”.

Che cosa troviamo in te di tutti gli allenatori con cui hai collaborato a Bergamo?

“Sicuramente ho imparato e continuo ad imparare da tutti gli allenatori con cui ho lavorato e con cui mi confronto.

Sono arrivato a Bergamo con Lavarini, lo conosco e ci ho lavorato sin dai tempi di Chieri, perciò si può dire che sono cresciuto con lui e ho una simile metodologia di lavoro sia dentro che fuori dal campo.

La stagione con Micoli è stata molto interessante sotto il punto di vista del confronto tattico, mentre di Bertini sono l'atteggiamento e la gestione dello staff da prendere come esempio: ho fatto con lui un ulteriore salto di qualità sullo studio degli avversari.

Fenoglio è invece maestro dell'intensità e della grinta messa in campo, poche direttive sugli avversari ma fondamentali, un'attenzione in più sulla preparazione fisica.

Spero di riuscire ad essere un mix di tutti loro e poi mettere la mia parte personale per quel qualcosa in più che serve per diventare una squadra combattiva e dura da affrontare”.

Qual è il valore aggiunto che credi Bergamo ti abbia dato?

“In questi anni di A1 ho visto molte giocatrici, sia giovani che esperte, e ho sempre notato la voglia di dimostrare sul campo la forza della squadra e della Società che eravamo e che siamo. Dimostrare ogni giorno che il lavoro paga è quello che ho visto fare e che io ho nella mia filosofia.

Società, Staff e Giocatrici sono uniti sempre per uno stesso obiettivo, dimostrare che Bergamo non molla mai in nessuna occasione, la nostra storia parla da sola”.

Che cosa hai capito di questa città, in questi anni e in particolare in questi ultimi mesi?

“Ormai Bergamo è diventata la mia seconda città, dopo Torino. I bergamaschi sono dei grandi lavoratori, magari un po' schivi all'inizio, ma adesso, dopo 9 anni, posso dire che sono miei amici e che nonostante le differenze di accento (non capisco ancora il dialetto!) parliamo la stessa lingua (sulla voglia di lavorare). Questi ultimi mesi hanno dimostrato che l'orgoglio bergamasco è grandissimo, basta vedere cos'hanno fatto per l'ospedale da campo, un'opera stupenda fatta da tutti i bergamaschi vogliosi di dare una mano”.

Che cosa ci attende, sul campo e nel modo di vivere la pallavolo per la prossima stagione?

“Spero che presto si torni alla nostra piccola normalità fatta di palestra e palloni. Non possiamo che essere positivi su questo argomento, perché ogni giorno ci sono notizie incoraggianti, e poi, se il calcio ha dato il via libera al campionato, siamo sicuri che anche gli altri sport come il nostro possano tranquillamente iniziare”.

 

LA SCHEDA

Daniele Turino nasce a Torino il 27 maggio 1978. In Piemonte inizia la sua avventura nel volley nel settore giovanile della Pallavolo Chieri, dove vince tre scudetti giovanili nelle categorie under 15, 16 e 19, dal 2001 al 2010.

Nella stagione 2010|2011 è aiuto allenatore in A2 del Chieri Volley Club e primo allenatore dell’Asti inVolley in serie C e under 18 con cui è medaglia di bronzo alle finali nazionali di categoria.

Nel 2011 il trasferimento a Bergamo: è vice allenatore del Volley Bergamo che disputa il Campionato di B1 e dall’anno successivo ne è primo allenatore fino al 2015, anno in cui viene inserito nello Staff Tecnico della Foppapedretti in A1 con il ruolo di Assistente Tecnico e Videoman.

Nel 2016 conquista della Coppa Italia, nel 2017 viene promosso secondo allenatore. Nel 2020-2021 arriva la nomina a capo allenatore.

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